Cosa Visitare a Cassino

Cassino, la "Porta del Sud", oltre alle bellezze della Ciociaria si possono raggiungere con facilità le mete turistiche più interessanti del Centro Sud Italia. Ci troviamo a 150 Km da Roma ed a 70 Km da Napoli.

Cassino è soggetta in prevalenza a turismo religioso e della memoria.
Le mete più gettonate per i turisti che arrivano nella Città Martire risultano essere l'Abbazia, l'Historiale ed i cimiteri di guerra, luoghi dal forte potere attrattivo per il loro valore simbolico-sacrale.
In particolare l'Abbazia di Montecassino nel periodo 1996-2010 è stata visitata in media da circa 570.000 visitatori all'anno,[19] confermandosi come uno dei luoghi di maggior afflusso turistico del Lazio al di fuori di Roma. Non mancano anche coloro che, sfruttando la posizione geografica della città, a meta strada tra Roma e Napoli e a poca distanza dal Mar Tirreno e dal Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise, scelgono Cassino come base per le loro escursioni, soggiornando nei numerosi hotel o camping presenti in città.
Nel complesso, tuttavia, nonostante le grandi potenzialità di Cassino e del territorio Cassinate, il turismo è una risorsa ancora poco sfruttata a livello economico.
Cassino, infatti, è meta per lo più di flussi escursionistici giornalieri, che spesso non sono integrati con il sistema economico locale e, quindi, arrecano pochi benefici all'economia cittadina.

Montecassino è un rilievo di 520m di altitudine, situato nella provincia di Frosinone e posto a circa 130km a sud-est di Roma e a 2km da Cassino.
Attorno all'anno 529, San Benedetto da Norcia stabilì su questo rilievo il proprio primo monastero, dal quale derivò l'ordine benedettino.
Durante la seconda guerra mondiale, il luogo divenne celebre come teatro dell'omonima battaglia di Montecassino, svoltasi nel 1944, e che vide l'edificio essere distrutto dai bombardamenti alleati. Fu successivamente ricostruito dopo la fine del conflitto.
Il luogo è stato visitato da varie autorità ecclesiastiche, inclusa una visita di Papa Benedetto XVI nel maggio 2009.

La Casinum dei romani sorge sulle prime pendici meridionali del Monte Cassino e le sue imponenti rovine si trovano presso i primi tornanti della strada per il celebre Monastero, non lontano dalla moderna città di Cassino.
I resti dell'antica città fanno parte del Parco Archeologico di Casinum. Casinum derivava da un abitato protostorico che era sul Monte, i cui abitanti (forse di origine osco-sannita) decisero di spostarsi più a valle, in questo sito molto prossimo alla pianura, fertile e ricca di acque. I Volsci sopraffecero questo insediamento quando scesero dall''Abruzzo per occupare la zona, idonea al controllo dei corridoi di transumanza e delle miniere di ferro del vicino Monte Meta. I Sanniti vennero ben presto a sostituire i Volsci, ma - purtroppo per loro - proprio nel periodo in cui i Romani stavano avanzando verso Sud, traendo colonie sulla direttice Sacco-Liri. Così Casinum si trovò ben presto nelle mire dei nuovi arrivati; fu strappata definitivamente ai Sanniti alla fine delle guerre contro Pirro (280-275 a. C.). Presso questa area passava la via Latina che portava da Roma alla Campania - prima della costruzione della Via Appia - con un percorso interno alla Valle del Sacco-Liri e Casinum diviene sempre più importante fino alla prima età imperiale, epoca in cui raggiunge la massima prosperità. Per collegare direttamente Casinum con la Via Latina si costruì una apposita strada, di cui oggi si ammira un bel tratto basolato.
Dell'antica città si possono ammirare, oltre ai resti delle mura poligonali, il Teatro (molto restaurato), l'Anfiteatro che è il monumento più importante di questa area archeologica ed il Mausoleo di Ummidia Quadratilla.
Fu proprio la matrona romana titolare del Mausoleo che, nel I sec. d.C., fece costruire l'Anfiteatro; questa struttura (i cui diametri misurano 85 e 69 metri) era utilizzata, come di consueto, per cruenti spettacoli con fiere e gladiatori. Un interessante Museo Archeologico si trova all'ingresso dell'area ed ospita, oltre ad epigrafi e reperti marmorei della città, una serie di reperti preistorici, protostorici, testimonianze sannitiche e - di grande interesse perché molto rari - reperti di Necropoli volsche. Stupefacente il letto (ornato d'avorio) proveniente dalla romana Aquinum.
Tra gli altri siti archeologici, non lontani da Cassino, si segnalano, presso la via Casilina - verso Nord - i resti della Città di Aquinum (v. Aquino) e della Città di Fregellae (v. Arce) da cui si possono raggiungere anche le Mura Megalitiche ed Acropoli di Arpino (v. Arpino); un po’ più distante si trova la Città di Minturnae (v. Minturno) sulla Costa Tirrenica.

Gaeta è una magia poggiata su un promontorio che si insinua nell'omonimo golfo. E' una magia da qualsiasi parte la si guardi. Se si viene da Formia, il suo profilo si staglia tra il mare e il cielo, laddove il sole che tramonta arrossisce tutto il panorama. Se si viene da Terracina, appare all'improvviso e mostra la sua famosa spiaggia, larga, bianca dalla rena fine e linda.
Se si guarda dall'alto appare in tutta la sua potenza difensiva che l'hanno resa famosa nella storia e dove i castelli che si ergono sul centro storico sono ancora a testimoniarlo. Se infine si passeggia per il suo lungomare, da una parte si possono mirare le barche a vela che sono ormeggiate nel suo porticcioloe, dall'altra, si può curiosare, nel pomeriggio tardi, tra i banchi del pesce fresco che viene venduto appena scaricato dai peschereggi locali.
Che sia una città di mare non vi è dubbio. Lo testimoniano anche i cantieri navali che producono grandi e belle barche esportate in tutto il mondo. Lo testimoniano però anche le barchette che la mattina presto e la sera, al tramonto, scivolano silenziosamente sul mare in cerca di una pesca generosa.

Il Comitato Celebrativo della Battaglia di Montecassino, istituito con D. M. nel 2001, in un struttura messa a disposizione dal Comune di Cassino, ha realizzato un museo polimediale denominato Historiale, che vuole essere luogo di memoria e di monito della tragica storia del 1943-1944 per tutti i comuni che furono coinvolti nel fronte di combattimento della famigerata “Linea Gustav”.

Aquino è un comune italiano di 5.309 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.
La città è collocata nella valle del Liri, ricca di acque, tra cui quelle dello stesso fiume Liri, che confluiscono dai monti che racchiudono la valle: fino al XVI secolo erano nei pressi del nucleo urbano tre laghi, poi prosciugati.
Aquino fu un importante centro, commerciale e produttivo lungo l'antica Via Latina, oggi è ancora un luogo di transito importante sulla direttiva Nord-Sud: qui convergono l'A1, la via Casilina e due tratte ferroviarie Roma-Napoli.
L'insediamento ha origini antichissime, ma di incerta datazione. Il territorio sembra abitato già dal neolitico e diventa volsco nel IV secolo a.C. La città viene fondata dai Volsci che la difesero dai Sanniti, prima della colonizzazione Romana.
Nel 211 a.C. si avvalse del titolo di Urbs, cosa che era allora prerogativa della sola Roma.[senza fonte] Nel 125 a.C. venne distrutta la vicina città di Fregellae (si trovava nell'attuale territorio di Arce): l'importanza strategica di Aquino crebbe divenendo il nucleo più importante nell'area tra Roma e Capua. In epoca imperiale fu fino al III secolo un Municipio con "diritto di monetazione".
Oggi parte della Diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo, è stata sede episcopale almeno dal V secolo (Costantino).

La scultura è ad opera dell'artista Umberto Mastroianni. Fu inaugurata nel 1987 e collocata poco distante dalla Rocca Janula dove, conseguentemente al recupero della fortezza, sarebbe dovuto sorgere il Parco della Pace. A Cassino vi è anche una seconda riproduzione della scultura che è situata in piazza XV febbraio, in pieno centro città.
Il monumento, realizzato in acciaio, dal peso di circa 100 tonnellate, è costituito da elementi tubolari aggrovigliati che, partendo da un nucleo centrale, invadono lo spazio circostante.
Esso affronta il dramma della distruzione di Cassino e della sua millenaria abbazia, proponendone non gli effetti della battaglia – rovine, caduti o la disperazione di chi resta – ma la causa scatenante, che è, del resto, il nucleo primario di ogni conflitto bellico moderno: l'esplosione di una bomba.

San Pietro Infine occupa l'angolo settentrionale della provincia di Caserta che si incunea tra Lazio e Molise. L'antico borgo è arroccato su di uno sperone di roccia immerso in un territorio verdeggiante. I ritrovamenti di conchiglie fossilizzate nella pietra calcarea, che qui veniva estratta per le costruzioni, attestano forse che anticamente lo sperone era sommerso da un lago.
Il territorio dal IV al III secolo a.C. era conteso tra Osci e Sanniti: ci sono pervenute infatti delle mura presso Sant'Eustachio e sul colle Marena-Falascosa. Nella terza guerra sannitica venne conquistato e colonizzato dai romani. Probabilmente a causa delle devastazioni barbariche subite durante l'Alto Medioevo, non ci sono pervenute testimonianze degli insediamenti romani.
Il borgo ha origine medioevale: rimangono ancora gli stretti vicoli a gradoni e alcune case di pietra calcarea con tetti lignei, ma questi sono solo pochi resti perché San Pietro Infine fu distrutto da quindici giorni di bombardamenti nel 1944.

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COME RAGGIUNGERCI

  • Autostrada A1 Roma-Napoli Uscita CASSINO
  • Superstrada Cassino Avezzano
  • Cassino Centro Km 2
  • Cassino Statione FS km 2
  • GPS: GPS: 41.471705, 13.815327
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